«Il mio nome era Mira nell'ultima vita, conclusa negli anni della guerra 1915-18. Sono stata infermiera sui campi di battaglia, e tu con me. Siamo morte ĺ: tu a trent'anni per una granata, io a trentacinque per un'infezione contratta da un militare».
L'intento di verificare il contenuto di questa lettera, ricevuta per il tramite di una medium, offre all'autrice, a distanza di quasi dieci anni, lo spunto per viaggiare a ritroso nel tempo.
Coś, nel 2002, si sottopone a una serie di regressioni ipnotiche. Sotto ipnosi emergono ricordi, date, nomi e luoghi che non appartengono al vissuto della Ambrosini.
Informazioni corrette e coerenti, laddove verificate. Del tutto o quasi svincolate dalle suggestioni che la lettera avrebbe potuto indurre. Con un occhio sempre attento alla letteratura scientifica di settore, vengono proposte diverse spiegazioni tra cui, in particolare, la trasmissione dell'inconscio familiare (psicogenealogia).
Un saggio avvincente che si legge tutto d'un fiato, come un romanzo.